A. Paz. Andrea Pazienza Il Tributo

 
Les Femmes Fatales di Matteo di Pumpo

Il Mio Primo Romanzo

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La biografia

Andrea Pazienza nasce il 23 maggio 1956 a San Benedetto del Tronto da Enrico Pazienza e Giuliana Di Cretico. Trascorre la propria infanzia a San Severo, in provincia di Foggia. La passione per il disegno è tanta, così decide di frequentare il Liceo Artistico “G. Misticoni”. In questo periodo inizia la sua collaborazione con il Laboratorio Comune d’Arte Convergenze. Terminato il liceo si iscrive al Dams a Bologna. Nella primavera del 1977 la rivista Alter Alter pubblica la sua prima storia a fumetti: “Le Straordinarie avventure di Pentothal”. Nell’inverno del 1977 partecipa al progetto della rivista underground Cannibale. E' tra i fondatori de Il Male e Frigidaire. Ha collaborato con Satyricon de “La Repubblica” e Tango de L’Unità e ancora con ZUT, Corto Maltese, Comic Art e tanti altri. Ha disegnato manifesti di cinema (Fellini), teatro, scenografie costumi e vestiti per la moda, cartoni animati, copertine di dischi, pubblicità. Nel 1984 si trasferisce a Montepulciano (SI) dove realizza Pompeo e Zanardi - la prima delle tre. Infine ha collaborato a varie iniziative editoriali, tra cui L’Agenda della lega per l’ambiente. Muore improvvisamente il 16 Giugno 1988 a Montepulciano.

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La rockstar del fumetto

Ho scelto di inserire Alba Chiara perchè è la canzone che APAZ cantò al termine dell'intervista "La sofferenza dell'abbandono" di Red Ronnie.
martedì, 16 giugno 2009

Omaggio ad Andrea Pazienza a 21 anni dalla scomparsa

Misi giù il telefono e il mio pianto funebre assunse la forma di tre buffi latrati. Un volpino con la tosse. Derisi la forma assurda che aveva scelto la mia incazzatura, poi uscii in giardino ed emisi altri due o tre latrati, già più degni, da coyote, e fu tutto.
Mi aveva privato senza chiedermi il permesso della possibilità di litigare, di ucciderlo, di invidiargli bavoso i disegni e le storie, di poter sperare che in un qualche modo il fosso pieno di reciproco nulla che ci aveva separato potesse essere riempito, prima o poi, almeno da fumetti suoi disegnati per me o da fumetti miei inventati immaginando che poi in quella sua casa toscana del cazzo lui li leggesse…
(Filippo Scozzari ricorda Andrea Pazienza)

 

venerdì, 05 giugno 2009

io sto bene io sto male

postato da: cosedapaz alle ore 18:02 | link | commenti
categorie: televisione, video, pentothal
mercoledì, 27 maggio 2009

Zanardi 2 - Fonte: Il tempo 10 Maggio 2009

Con "Zanardi 2" il divo Pazienza
s'incamminò sul viale del tramonto

Aveva ragione, Andrea Pazienza, quando nella postilla alla prima edizione in volume di Pompeo, datata 1987, scriveva: "Sono sempre in grado di stracciare il 90% dei vostri". 

È così: nonostante tutto, Paz era ancora capace di far vedere i sorci verdi al 90% dei creativi suoi contemporanei. Resta però da capire in cosa consista quel "nonostante tutto" di cui, evidentemente, lui stesso era consapevole. Ce lo fa comprendere il secondo volume, edito da Fandango, dedicato a Zanardi, la più celebre creatura di Paz.

Le storie qui ospitate sono le più tarde di Andrea, il quale sarebbe scomparso per un'overdose nel 1988, e dimostrano come il fumettista pugliese, pur tra strabilianti virtuosismi grafici e linguistici, non sapesse più bene dove far andare a parare la propria vena di narratore. Zanardi 2 propone o vicende di maniera, o divagazioni oniriche. Su tutto aleggia, benché il talento si faccia sentire sempre con prepotenza, una cappa di incompiutezza e di non necessità.

Abituato a vivere "sulla strada", profondamente immerso nel caos della realtà, Paz ha pensato a un certo punto che il buen retiro agreste di Montepulciano (ove trascorrerà con la moglie gli ultimi anni) gli sarebbe bastato, sia da un punto di vista esistenziale sia artistico. Questo libro, e il modo in cui si è compiuta la sua vita, ci dicono che purtroppo si sbagliava. Zanardi 2 (1984-1988) di Andrea Pazienza, a cura di Giovanni Ferrara, Fandango Libri, 128 pagine, euro 20.

postato da: cosedapaz alle ore 15:01 | link | commenti
categorie: citazioni, libri, fumetti
martedì, 19 maggio 2009

PERSISTENZE SUL CONFINE DELL'IMMAGINE - Ripensando ad Andrea Pazienza

PERSISTENZE SUL CONFINE DELL'IMMAGINE
Ripensando ad Andrea Pazienza

ANTONIO AMBROSINO, PAOLO BINI, PAOLO BORRELLI, ANGELO CASCIELLO, BRUNO CECCOBELLI
FRANCO CIPRIANO, PAOLO DE SANTOLI, GERARDO DI FIORE, GIUSEPPE DI MURO, STEFANO DI STASIO LORENZO FOSCHI, OMAR GALLIANI, SALVATORE LOVAGLIO, RUGGERO MAGGI, MARIA MULAS
TOMMASO OTTIERI, ARTURO PAGANO, GIUSY PARISI, ELIANA PETRIZZI, PIERO PIZZI CANNELLA
VIRGINIO QUARTA, ANGELOMICHELE RISI, ERRICO RUOTOLO, SANDRO SCALIA, GIOVANNI TESAURO

a cura di Massimo Bignardi

28 maggio – 20 giugno 2009
inaugurazione giovedì 28 maggio ore 19,00

Giovedì 28 maggio sarà inaugurata al MAT - Museo dell'Alto Tavoliere di San Severo, la mostra "Persistenze sul confine dell’immagine. Ripensando ad Andrea Pazienza", secondo momento espositivo all’interno del programma “Ad Andrea & C. Fatti e personaggi dal mondo del fumetto” progettato e curato da Teo De Palma e promosso dalla Provincia di Foggia e dal Comune di San Severo in collaborazione con la cattedra di Storia dell’Arte Contemporanea dell’Università di Siena, il FRAC-Baronissi e l’Associazione Sorvillo per l’Arte Contemporanea.
La mostra curata da Massimo Bignardi propone una selezione di opere di artisti contemporanei, il cui denominatore comune sembra scorgersi nell’idea di immagine o, meglio, sul valore che essa assume nella contemporaneità: una scelta di opere provenienti da collezioni private e da istituzioni museali, che intreccia linguaggi diversi, dalla pittura alla fotografia, alla ceramica, agli extra media,alla pittura digitale.
In esposizione le opere di: Antonio Ambrosino, Paolo Bini, Paolo Borrelli, Angelo Casciello, Bruno Ceccobelli, Franco Cipriano, Paolo De Santoli, Gerardo Di Fiore, Giuseppe Di Muro, Stefano Di Stasio, Lorenzo Foschi, Omar Galliani, Salvatore Lovaglio, Ruggero Maggi, Maria Mulas, Tommaso Ottieri, Arturo Pagano, Giusy Parisi, Eliana Petrizzi, Piero Pizzi Cannella, Virginio Quarta, Angelomichele Risi, Errico Ruotolo, Sandro Scalia, Giovanni Tesauro.
Momenti, personalità, pratiche e linguaggi diversi tra loro proponendo tangenze e confronti fra generazioni di artisti che hanno scandito gli ultimi quattro decenni: dagli ultimi esiti di Nuova figurazione dei primi anni Settanta alle giovanissime esperienze che operano nella sfera del digitale, passando per le interferenze e le aperture transavanguardiste, per il citazionismo, per la nuova astrazione italiana, intercettando la fotografia come linguaggio non appartato da pratiche immaginifiche.
La mostra è strutturata in tre sezioni: la prima Attraversare i luoghi traduce l’esercizio del viaggio, del suo procedere in un luogo e, al tempo stesso, del pensiero come “movimento dello spirito”, concentrando l’attenzione, spiega Bignardi, sull’ “alveolo della città, l’urbano come viaggio nel sé”. La seconda è posta sotto il titolo La pratica della figura e propone lo specchio, il doppio, il riflesso, dunque, l’immagine come ritratto-autoritratto. In fine La seduzione del mito guarda alle figure che abitano i ‘vivi’ territori degli archetipi.
È un itinerario che appare ben chiaro dalle traiettorie che tracciano le sezioni, rivolte a tessere una trama tra presente e memoria, tra reale e immagine, tra tempo e futuro, poste, ciascuna, su una linea di confine, in pratica, rileva Bignardi, “prima che l’azione silenziosa, discreta ma corrosiva della persistenza, intesa quale processo che afferma e cristallizza, renda l’immagine icona. È un ulteriore omaggio ad un grande disegnatore qual è stato Andrea Pazienza, ad un artefice che ha sobillato e sobilla il nostro tempo, ad un artista che ha concesso alle sue immagini, alle sue figure, di muovere nell’infinito bianco del foglio, di sfuggire al tempo”.
"Quello che mi interessa – con questa frase di Pazienza, Bignardi chiude il catalogo – è comunicare, comunicare in un certo modo. Io sono alla ricerca continua di motivi validi per comunicare qualcosa, per continuare a raccontare favole".
La mostra è accompagnata da un catalogo pubblicato dalle Edizioni Grenzi di Foggia che, oltre al saggio introduttivo di Bignardi, presenta testi critici di Irene Biolchini, Marcella Ferro e Claudia Gennari, nonché un ampio apparato di illustrazioni delle opere in mostra e profili biografici degli artisti.
La mostra resterà aperta fino al 20 giugno. Ingresso gratuito. Orari di apertura: dal lunedì al venerdì ore 9.00 - 13.30 / 17.00 - 20.00
postato da: cosedapaz alle ore 18:48 | link | commenti
categorie: mostre
venerdì, 15 maggio 2009

www.biografilm.it

Biografilm Festival 2009 dedicherà un focus al grande Andrea Pazienza.

Biografilm propone una ricchissima giornata che dal lungo soggiorno bolognese, giunge fino all’ultimo ‘buen retiro’ nelle campagne di Montepulciano. Un’intera giornata di incontri, proiezioni rari documenti audio, inediti sketches radiofonici e altre memorabilia sonore che si chiude con la presentazione di “Pompeo”, spettacolo teatrale di Davide Grassetti tratto dall’opera più profonda di Pazienza, “Gli ultimi giorni di Pompeo”.

Alcune anticipazioni del ricco programma della quinta edizione di Biografilm Festival:

BACK TO WOODSTOCK – 40 anni di pace, amore e musica
Biografilm festeggia i 40 anni del festival più famoso della storia del rock con la più grande reunion del mitico concerto del ‘69. La Manifattura delle Arti si trasformerà nel Woodstock Village, una scenografia sorprendente accoglierà tante iniziative artistiche volte a ricreare la magica atmosfera di quei 3 giorni di pace, amore e musica: spettacoli teatrali e di arti performative, laboratori, installazioni, incontri, presentazioni di libri e feste.

Gli ospiti
•Artie Kornfeld, ideatore e organizzatore del festival di Woodstock
•Elliot Tiber, autore del libro Taking Woodstock dal quale è stato tratto il film omonimo del maestro Ang Lee, in concorso alla prossima edizione del Festival di Cannes, e personaggio chiave per la nascita del festival del ’69
•Stan Warnow, operatore e montatore del film Woodstock
•Barry Z Levine, fotografo del film Woodstock
•Amalie R. Rothschild, fotografa di rockstar, artista e regista

I Focus
•La straordinaria avventura dei fratelli Warner
•Galileo Galilei: gli occhi della mente
•Klaus Kinski: "Non sono la vostra superstar!"
•Groucho Marx. Non partecipo a un focus che abbia me come protagonista.
•Andrea Pazienza: “E ringraziate che ci sono io che sono una moltitudine”

Omaggio a Julien Temple
Direttamente dal Regno Unito il regista culto di Joe Strummer, Rolling Stones, David Bowie, Depeche Mode e Sex Pistols presenterà gran parte delle sue opere, tra cui l’anteprima di The liberty of norton folgate, sui padri dello ska, i Madness.

Film in concorso
Il meglio del cinema biografico mondiale in anteprima: 10 “biografilm” su arte, scienza, sport, rivoluzione, ecologia e politica.

Tra le grandi anteprime:
•Taking Woodstock, di Ang Lee (USA), presentato a Cannes 2009
•The Fall, di Tarsem Singh (India-UK-USA), prodotto da Davide Fincher e Spike Jonze

Eventi collaterali
•Groucho Party! Ho passato una serata veramente meravigliosa. Ma non era questa.
•Bio Balcan Night. Fanfara Burek in concerto @ Zò caffè.
•Pompeo, dal fumetto di Andrea Pazienza spettacolo teatrale di Davide Grassetti.

www.biografilm.it

postato da: cosedapaz alle ore 17:40 | link | commenti
categorie:
lunedì, 04 maggio 2009

La mostra-omaggio "Andrea Pazienza. Il graffio del Segno"

La mostra-omaggio "Andrea Pazienza. Il graffio del Segno", a cura di Elena Antonacci, Teo De Palma e di Antonello Vigliaroli è stata inaugurata lo scorso 5 aprile presso il rinnovato MAT-Museo dell'Alto Tavoliere di San Severo. Fin dal giorno di apertura, la mostra ha riscosso un notevole successo di pubblico, proveniente da tutta la Puglia ma anche, complici le aperture straordinarie del MAT durante i week-end, da altre province e regioni. Grazie a questo considerevole riscontro di pubblico e turisti, l'Amministrazione Provinciale di Foggia, il Commissario Prefettizio di San Severo dr.ssa Daniela Aponte, il Dirigente del Settore Cultura del Comune dr. Augusto Ferrara e la Direzione del Museo hanno stabilito di prolungare la durata dell'esposizione fino a martedì 19 maggio, al fine di arricchire ulteriormente anche i giorni della Festa Patronale in onore della Madonna del Soccorso. Per l'occasione la mostra sarà arricchita da altre 22 opere originali, alcune delle quali inedite, gentilmente prestate da collezionisti privati, e da due interessanti riproduzioni. Per favorire il massimo afflusso di visitatori, l'orario pomeridiano di apertura della mostra è stato modificato in 17.00-20.00. Tutte le aperture straordinarie, serali e nei giorni festivi, verranno comunicate attraverso il sito internet del Comune di San Severo.

 

Fonte: www.teleradioerre.it

postato da: cosedapaz alle ore 15:47 | link | commenti
categorie: mostre
venerdì, 17 aprile 2009

La città del mio pensiero

Il genio e la creatività di Andrea Pazienza vengono celebrati in uno dei luoghi a lui più cari nella provincia di Foggia: dopo San Menaio e Vico del Gargano, tocca alla sua San severo ospitare una grande mostra dedicata al talento dell’artista.

SAN SEVERO “Se mi dovesse succedere qualcosa, voglio solo un po’ di terra a San Severo, e un albero sopra...”
Aveva sovvertito le regole dell’arte e del fumetto, graffiato la grafica e la pittura con il suo estro imprevedibile e sfacciato, scioccato i conformisti con le sue affermazioni capaci di mescolare grazia e provocazione, ma quando si trattò di comunicare a suo padre come avrebbe voluto riposare dopo l’ultimo respiro, Andrea Pazienza chiese di proteggere il suo corpo all’ombra di un semplice alberello nel cimitero di San Severo.
Ci sono personaggi che sognano per la loro morte celebrazioni spettacolari, orazioni lacrimose, sepolture scenografiche perfettamente in linea con il loro ego, con la loro personalità straripante, come per volersi assicurare una fetta di visibilità anche quando si passa a quella che i vivi chiamano miglior vita pur non avendola sperimentata. Pazienza ebbe personalità da vendere, una creatività frizzante come i suoi disegni, ma nell’ora della sua morte seppe andarsene nella maniera più dignitosa: in silenzio.
Non si sono ancora spente l’ammirazione e la sorpresa per le iniziative che gli sono state dedicate un’estate fa (la storia di Andrea era un po’ come una favola) tra San Menaio e Vico del Gargano, e l’artista nato a San Benedetto del Tronto tornerà in un altro dei suoi luoghi: Paz passeggerà per sempre sul lungomare di San Menaio che gli è stato intitolato nel 2008, proprio come in quelle estati dei primi anni Settanta in cui stupiva tutti per fascino e genialità, ma da domenica 5 aprile tornerà a San Severo, la città che definì “il luogo del mio pensiero”.
Lo farà grazie a una mostra organizzata dalla Città di San Severo, dall’Assessorato alla Cultura della Provincia di Foggia e che verrà ospitata dal Museo dell’Alto Tavoliere. Il titolo è Andrea Pazienza: il graffio del Segno e fotografa con efficacia quel tocco così speciale che rese questo ragazzo una delle icone più luminose dell’arte italiana degli ultimi trent’anni, adorato da chi ebbe la fortuna di conoscerlo o di essergli coetaneo, mitizzato dai giovanissimi dell’era 2.0 che gli riservano un culto devoto e sincero.
Forse, nell’epoca dei ritocchi al computer, del Photoshop e dell’arte prodotta a colpi di mouse, ciò che più incanta questi ragazzi è proprio la straordinaria manualità di Pazienza, quella capacità di versare il colore come se fosse acqua fresca, di tracciare linee morbide come la schiena di un gatto che si affusola per dar vita a un occhio di donna, a un profilo come quello di Zanardi, a un cavallo maestoso come quello che realizzò a Napoli durante un’estemporanea: il pubblico era doppia mente commosso, si trovava in presenza del divino e assisteva a un esempio divino di instant art.
Gli amici sanseveresi di Pazienza hanno voluto rendergli omaggio esponendo 48 opere originali provenienti da collezioni private, a eccezione delle 15 tavole di Una Estate, storia a fumetti pubblicata nel 1987 sulla rivista Tango: saranno in esposizione fino al 3 maggio 2009. Inoltre, saranno allestiti dei pannelli per una mostra biografica dal titolo La vita e le opere: si tratta di un’ini-ziativa curata dal Centro Fumetto di Cremona, intitolato proprio all’artista, il cui coordinatore Michele Ginevra sarà presente all’inaugurazione.
Curatori della mostra ospitata dal MAT, acronimo che sintetizza la nuova natura del Museo Civico (Museo dell’Alto Tavoliere, ne parliamo a pagina 8 di questo numero), sono Elena Antonacci (direttore della struttura museale), Antonello Vigliaroli e l’artista Teo de Palma. Pittore capace di grande poesia, de Palma ebbe la fortuna di conoscere Pazienza e di essergli amico, e questa mostra vuole essere un atto di gratitudine nei confronti di un compagno di vita e di arte così indimenticabile. Unitamente ad altri amici, ha raccolto caricature, giochi di grafica, schizzi, opere incompiute che fino a questo momento venivano gelosamente custodite dalle numerose persone che furono travolte dalla piena creativa di Pazienza nel corso degli anni, in provincia di Foggia come a Bologna negli anni dell’università: la scintilla si accendeva in qualsiasi momento, in casa o tra i banchi, in un bar o al mare, e qualsiasi pezzo di carta o altro materiale si prestava a diventare l’inconsapevole supporto di un piccolo capolavoro. Protagonista di molte opere è proprio San Severo, che compare attraverso i suoi simboli: i campanili che sembrano tenersi per mano come bambini che hanno paura di attraversare la strada, la Santa Patrona con i suoi ori abbaglianti, vedute della città dal mare di grano ancora verde, come quello che avvolge i ragazzi durante una gita organizzata appena il sole si fa meno timido e annuncia l’imminente esplosione dell’estate.
“San Severo/la città del mio pensiero/dove prospera la vite/e l’inverno è alquanto mite”: giocò con queste parole, in Sturiellet (Editori del Grifo, 1989), per omaggiare questa città in cui andò a vivere ancora piccino, e che contribuì a formare la sua personalità. Qui tracciò i primi segni o, per dirla con il titolo della mostra, i primi graffi; disegnò anche delle scenografie per il Teatro Comunale intitolato a Giuseppe Verdi. Gli inverni si sono fatti meno miti, la vite prospera ma deve fare i conti con piogge capricciose e calure asfissianti, e il mondo che ci circonda è molto diverso da quello che stimolò la curiosità di Pazienza.
Come avrebbe affrontato i mutamenti della nostra società, le esagerazioni dell’oggi e l’incertezza del domani, se fosse stato ancora tra noi? Se una morte misteriosa non lo avesse portato via con la stessa violenza di uno scippo, Pazienza avrebbe 53 anni: sicuramente sulla faccia avrebbe ancora stampata quell’espres-sione beffarda da ragazzo che la sa lunga. Molto probabilmente, si sarebbe posto di fronte ai nostri giorni con la mano ben salda sul grilletto di un’arma infallibile come l’ironia, e chissà che cosa non avrebbe disegnato dopo aver ascoltato affermazioni come “Il preservativo non serve nella lotta all’AIDS”. Avrebbe provocato, sconvolto, fatto discutere. Si sarebbe esposto, avrebbe assunto una posizione, si sarebbe fatto dei nemici. Insomma, avrebbe fatto ciò che ormai non osa fare più nessuno: avrebbe avuto coraggio.
Ma siamo costretti a parlare facendo un uso estenuante di un condizionale dell’impossibilità: purtroppo, il 16 giugno del 1988 Andrea ha fatto il suo ennesimo scherzo, prendendo tutti in contropiede proprio come piaceva a lui.
Una leggenda metropolitana veste, ormai da vent’anni, l’accaduto con vesti differenti ma sempre lugubri: una morte dovuta a un fatale ritorno di fiamma per l’eroina o, peggio ancora, un suicidio inseguito attraverso un’overdose. Ma che importa? A chi può fare comodo stendere un velo nero di morte sull’avventura di un ragazzo sfrenato come la sua fantasia, che non si voltava mai indietro se non per prendere la rincorsa? La vita di Andrea Pazienza fu un temporale di colore e di segni, di graffi e di intuizioni geniali. Ce lo dimostrerà ancora una volta, guardandoci dritto negli occhi attraverso alcuni coriandoli della sua sconfinata produzione artistica, e per farlo ci aspetterà nella sua San Severo: casa dell’infanzia, teatro della giovinezza, culla per l’eternità. i: 0882.334409

postato da: cosedapaz alle ore 17:55 | link | commenti
categorie: mostre
giovedì, 19 marzo 2009

ANDREA PAZIENZA. IL GRAFFIO DEL SEGNO

Domenica 5 aprile 2009, alle ore 10.00, presso il Museo dell'Alto Tavoliere di San Severo, sarà inaugurata la mostra-omaggio “Andrea Pazienza. Il graffio del Segno”, dedicata al celebre fumettista e illustratore e curata da Teo De Palma, Elena Antonacci e Antonello Vigliaroli. La mostra si protrarrà fino a domenica 3 maggio 2009.

L’ordito di una trama composita ed organica unisce l’omaggio sanseverese ad Andrea Pazienza a quello offerto la scorsa estate da Vico del Gargano al noto fumettista. San Severo è la città dove Andrea Pazienza ha vissuto prima di frequentare l’Università di Bologna e dove si è svolta la frequentazione con gli amici “storici”; San Menaio, frazione di Vico del Gargano, è il luogo legato alla spensieratezza delle vacanze estive di Pazienza e della sua famiglia.
Proprio gli amici sanseveresi tributano questo omaggio ad Andrea; schizzi, ritratti dedicati ai compagni, divertissemant grafici, studi, incompiuti custoditi gelosamente tra i più preziosi ricordi dei suoi amici di comitiva o dei suoi compagni di San Severo che con lui hanno condiviso gli anni universitari bolognesi. Spiccano, in questa mostra, le opere che sottolineano il legame, a volte conflittuale, ma sempre permeato da ironico affetto, con la sua città: l’immagine della Santa Patrona, un paesaggio in cui i campanili di San Severo fanno da sfondo al “mare verde” della campagna…

Al contributo degli amici sanseveresi, preziosi protagonisti di questa iniziativa, fa da contraltare la storia “Una Estate”, in parte ambientata nel Gargano, già presentata nell’ambito della rassegna di Vico del Gargano e ripresentata qui a San Severo, a racchiudere, completando, le più diverse sfaccettature del legame di Andrea Pazienza con il suo territorio.
La mostra ospiterà 48 opere originali: oltre alle 15 tavole della storia a fumetti “Una Estate”, pubblicate sulla rivista Tango nel 1987, altri lavori provenienti da collezioni private.
L’esposizione sarà corredata da alcune riproduzioni e dai pannelli didattici della mostra biografica “Andrea Pazienza. La vita e le opere” curata dal Centro Fumetto “Andrea Pazienza” di Cremona, di cui, sarà presente all’inaugurazione il coordinatore Michele Ginevra.
A completare l’omaggio al grande artista di origini sanseveresi, una sala dedicata alla proiezione di documentari e interviste che lo riguardano.
Durante l’evento saranno svolte iniziative didattiche per avvicinare il mondo scolastico al personaggio di Andrea Pazienza, attraverso la realizzazione del laboratorio ludico-didattico “Andrea Pazienza & il magico mondo del fumetto”.

Presenzieranno le autorità dell’Amministrazione Provinciale di Foggia e quelle dell’Amministrazione Comunale di San Severo.

Nell’ambito degli eventi programmati nel corso della rassegna dedicata ad Andrea Pazienza sono inoltre previsti, per la XI Settimana della Cultura:
- 21 aprile 2009, ore 18:30
Museo dell'Alto Tavoliere, San Severo
lettura di brani letterari, intervallati da brani musicali e proiezioni, tratti dal libro “Il giovane Pazienza” di Enrico Fraccacreta. Voce recitante: Francesco Gravino; Pianoforte: Edgardo Caputo;

- 23 aprile 2009, ore 18:30
Museo dell'Alto Tavoliere, San Severo
Incontro-dibattito su Pazienza con il noto fumettista Sergio Staino.


PROGRAMMA INAUGURAZIONE:
Saluti

avv. Michele Santarelli
Sindaco di San Severo

avv. Antonio Pepe
Presidente dell’Amministrazione Provinciale di Foggia

avv. Maria Elvira Consiglio
Assessore alla Cultura – Amministrazione Provinciale di Foggia
ins. Michele Monaco
Assessore alla Cultura di San Severo


Interventi

dott. Augusto Ferrara
Dirigente Area Organi Istituzionali - Città di San Severo

prof. Teo De Palma
Direttore artistico del progetto Ad Andrea & C. Fatti e personaggi dal mondo del fumetto

dott. Elena Antonacci
Direttore del Museo dell’Alto Tavoliere – Città di San Severo


Relazione inaugurale
Andrea Pazienza. L’ironia della narrazione grafica
dott. Michele Ginevra
Coordinatore del Centro Fumetto “Andrea Pazienza” di Cremona

Visita guidata alla mostra a cura del dott. Antonello Vigliaroli
postato da: cosedapaz alle ore 11:06 | link | commenti
categorie: mostre
venerdì, 27 febbraio 2009

Esame al Dams

postato da: cosedapaz alle ore 15:31 | link | commenti
categorie: video, galleria video
giovedì, 19 febbraio 2009

Mercoledì Da Olga, cena con i fumetti d'autore

  Mercoledì Da Olga, cena con i fumetti d'autoreIl 18 febbraio “parlano” i fumetti
Da Andrea Pazienza a Alan Moore, da Art Spiegelman a Robert Crumb, senza dimenticare Joe Sacco e Gipi. Sono gli artisti creatori di alcuni tra i più famosi fumetti d'autore e le loro storie disegnate sono il tema del secondo appuntamento di Un Mercoledì da Olga, il 18 febbraio prossimo a partire dalle 20.30 presso il ristorante da Olga, ad Arezzo in via Crispi 32.
Nella serata la voce di Francesco Botti racconterà e leggerà le avventure tragiche ed eroiche di Maus di Spiegelman, la saggezza popolare di Mr. Natural di Crumb, i racconti psichedelici e divertentissimi di La mia vita diseganta male di Gipi, e poi le storie post femministe di Lost Girls di Alan Moore e Melinda Gebbie, la vita nella striscia di Gaza secondo Joe Sacco e il suo Palestine. Per ultimo l'omaggio ad Andrea Pazienza con la lettura di alcuni brani di Campofame, il poema dell'americano Robinson Jeffers basato sulle vicende del rude protagonista Campofame, in grado di combattere duelli all'ultimo sangue con la Morte. Nei versi secchi e martellanti di Jeffers la potenza espressiva di Pazienza si esalta e diventa essa stessa racconto. Mercoledì Da Olga, cena con i fumetti d'autoreIl ciclo Un Mercoledì da Olga, in tutto otto serate dedicate alla cultura e al divertimento, prosegue il 4 marzo con la musica jazz. Gianni Bruschi insieme ad altri ospiti ci conduce in un viaggio musicale tra standard e improvvisazioni. L'appuntamento seguente è il 18 marzo con la cantante Roberta Soldani che presenta le più belle arie della musica lirica, mentre il 1 aprile la serata è animata dagli scherzi teatrali... a tavola!, improvvisazioni e gag degli allievi dei corsi di teatro di Francesco Botti. Il violino di Marna Fumarola e le letture da ridere sono il tema della serata del 15 aprile, e poi l'atteso ospite Nicola Rognanese il 29 aprile con la sua comicità e inventiva. Chiude la serie di cene a tema, il 6 maggio prossimo, l'omaggio, nei cento anni dalla nascita, a John Fante con ospiti d'eccezione e anticipazioni del festival ArezzoPoesia 2009.
postato da: cosedapaz alle ore 11:58 | link | commenti
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