C'è anche Andrea Pazienza tra i grandi nomi scelti dalla Gazzetta dello Sport e dal Corriere della Sera per celebrare i 100 anni del fumetto italiano. Da oggi, acquistando uno dei due giornali e aggiungendo 9.90 euro, si potranno collezionare i 31 volumi della collana che per la prima volta spiega e raccoglie le storie più belle, i personaggi entrati nella cultura nazionale ma che va a scovare anche serie meno note, vere e proprie chicche d'autore. Ogni volume della collana è dedicato a un genere diverso e ogni genere è presentato da un suo grande protagonista. Oggi si parte con l'horror di Dylan Dog. Poi sarà la volta di Milo Manara per l'eros, Lupo Alberto per il comico, Corto Maltese per l'avventura e così via. Tra i maestri c'è anche il fumettista che, pur essendo nato a San Benedetto, ha vissuto la sua breve vita sul Gargano, terra d'elezione del suo immaginario. Andrea Pazienza, 'Paz' per gli intenditori, è stato scelto per il genere underground. La selezione delle storie e la cura dei volumi è a opera di PaniniComics ed Edizioni If. Tutti i testi usciranno in edicola il mercoledì. Una collezione che consentirà a molti di rinfrescarsi la memoria ma anche di conoscere talenti per alcuni ancora sconosciuti, proprio come Andrea Pazienza. Le sue opere sono uno spot per il Gargano. Il Gargano dai suggestivi scorci pittorici, della bella stagione, dei pomeriggi assolati e pigri. Un Gargano realistico che Pazienza racconta con ironia e amore smisurato.
Fonte: teleradioerre.it
Le 17 tavole inedite dell'amato fumettista di origini sambenedettesi saranno esposte alla Palazzina Azzurra fino al 3 Settembre
SAN BENEDETTO DEL TRONTO - Molti ammiratori dell’arte di Andrea Pazienza hanno partecipato nel pomeriggio di sabato 25 luglio all’inaugurazione della mostra allestita alla Palazzina Azzurra di San Benedetto. Si tratta di 17 tavole mai esposte prima, ispirate a tre composizioni di Jaques Prévert, che raffigurano un mondo onirico e concreto, visioni deformanti ma reali e la stesa maturità di un’artista che elaborava quei disegni nell’estate del ’72, all’età di 16 anni. Molta suggestione tra i presenti, che attendono ora il catalogo annunciato per l’autunno dalla casa editrice Fandango Libri, con prefazione di Fernanda Pivano.
La Palazzina Azzurra, peraltro, ospita in occasione di questa mostra un bookshop con le serie più celebri di Pazienza, da Zanardi a Penthotal, edite proprio dalla Fandango.
La città ha reso omaggio a uno dei suoi figli più illustri (nacque nella città delle palme nel 1956, da madre sambenedettese, poi visse a Pescara e Bologna), e per questo appuntamento erano presenti il vicesindaco Di Francesco, l’assessore alla Cultura Sorge, il vicepresidente della Provincia di Ascoli Piceno Piunti, oltre a parenti di Pazienza, a partire da Barbara Di Cretico, che ha curato la mostra, e varie figure legate ad Andrea: su tutti, due dei docenti di Andrea a Pescara: Albano Paolinelli e Sandro Visca, quest’ultimo presente in molte tavole e serie disegnate da Pazienza.
Prima dell’ingresso alla mostra, il vicesindaco Di Francesco ha ricordato la figura dell’artista e lo speciale legame tra le opere d’arte e la sede stessa della Palazzina Azzurra, l’assessore Sorge ha ringraziato tutti gli organizzatori e i sostenitori (la mostra gode anche del patrocinio della Provincia di Ascoli Piceno e della Regione Marche), il vicepresidente Piunti ha salutato il doveroso omaggio all’artista e i molti esponenti della famiglia Di Cretico.
All’interno della Palazzina, Carlo Properzi Curti ha letto versi tratti dai tre componimenti di Jacques Prevert, “Tentativo di descrizione di un banchetto in maschera a Parigi, Francia”, “Lo spazzino (balletto)” e la pièce teatrale “Entrate e uscite”.
Il pomeriggio è stato coordinato dal giornalista della trasmissione di Radio3 RAI “Fahrenheit” Michele De Mieri, il quale ha contestualizzato sia l’opera di Pazienza che quella di Prévert.
Questo video mi è stato segnalato da Dante Albanese di San Benedetto del Tronto che ringrazio
Nella Palazzina Azzurra San Benedetto del Tronto dal 25 luglio al 3 settembre Mostra di disegni di Paz ispirati a poesie di Pre'vert E' l'estate del 1972, Andrea Pazienza ha 16 anni appena compiuti, e ritorna sul suo Gargano per le vacanze estive. Quello appena trascorso e' stato un anno di grazia.
A Pescara, dove ha frequentato il terzo anno di liceo artistico, il suo vitalismo ed il precoce talento hanno avuto modo di manifestarsi in tutto il loro potenziale. In quei mesi vissuti lontano da casa Andrea ha costruito un rapporto amicale e paritario con i suoi docenti, la loro stima gli e' valsa l'ingresso negli ambienti niente affatto asfittici della ''provincial art'', e di li' a poco il coinvolgimento nell'esperimento del neonato Laboratorio d'Arte Comunale Convergenze, di cui diventera' uno dei protagonisti. E' nel luglio agosto del 72, o nell'agosto-luglio come precisera' lo stesso Andrea in calce ad una tavola come a voler scardinare la piatta consequenzialita' temporale, che Andrea munito di un pennarello e di un album da disegno in formato A3 decide di confrontarsi con uno dei mostri sacri del 900, Jacques Prevert.
In 17 tavole si animano su quei fogli 3 componimenti della sua opera: ''tentativo di descrizione di un banchetto in maschera a Parigi, Francia'', ''Lo spazzino (balletto)'' e la pie'ces teatrale ''entrate e uscite''. Ed e' cosi' che un giovanissimo Pazienza e Jacques Pre'vert si incontrano: due artisti egualmente popolari e anarchici, sperimentali e vernacolari, violentemente antiborghesi e iper-romantici, audaci e fortemente comunicativi. In questa opera assolutamente inedita che Paz dedica al suo insegnante Sandro Visca, lo sperimentalismo grafico, la visionarieta' e la capacita' narrativa raggiungono una maturita' sbalorditiva. Sono tavole dense e complicate, realizzate eppure con un tratto semplice, essenziale.
Andrea traendo linfa da Prevert rappresenta l'orrore, la violenza, lo stupro, senza perdere mai di vista l'utopia e la bellezza attraverso un segno comico-grottesco, iperbolico. Molti i suoi modelli figurativi
Misi giù il telefono e il mio pianto funebre assunse la forma di tre buffi latrati. Un volpino con la tosse. Derisi la forma assurda che aveva scelto la mia incazzatura, poi uscii in giardino ed emisi altri due o tre latrati, già più degni, da coyote, e fu tutto.
Mi aveva privato senza chiedermi il permesso della possibilità di litigare, di ucciderlo, di invidiargli bavoso i disegni e le storie, di poter sperare che in un qualche modo il fosso pieno di reciproco nulla che ci aveva separato potesse essere riempito, prima o poi, almeno da fumetti suoi disegnati per me o da fumetti miei inventati immaginando che poi in quella sua casa toscana del cazzo lui li leggesse…
(Filippo Scozzari ricorda Andrea Pazienza)
Aveva ragione, Andrea Pazienza, quando nella postilla alla prima edizione in volume di Pompeo, datata 1987, scriveva: "Sono sempre in grado di stracciare il 90% dei vostri".
È così: nonostante tutto, Paz era ancora capace di far vedere i sorci verdi al 90% dei creativi suoi contemporanei. Resta però da capire in cosa consista quel "nonostante tutto" di cui, evidentemente, lui stesso era consapevole. Ce lo fa comprendere il secondo volume, edito da Fandango, dedicato a Zanardi, la più celebre creatura di Paz.
Le storie qui ospitate sono le più tarde di Andrea, il quale sarebbe scomparso per un'overdose nel 1988, e dimostrano come il fumettista pugliese, pur tra strabilianti virtuosismi grafici e linguistici, non sapesse più bene dove far andare a parare la propria vena di narratore. Zanardi 2 propone o vicende di maniera, o divagazioni oniriche. Su tutto aleggia, benché il talento si faccia sentire sempre con prepotenza, una cappa di incompiutezza e di non necessità.
Abituato a vivere "sulla strada", profondamente immerso nel caos della realtà, Paz ha pensato a un certo punto che il buen retiro agreste di Montepulciano (ove trascorrerà con la moglie gli ultimi anni) gli sarebbe bastato, sia da un punto di vista esistenziale sia artistico. Questo libro, e il modo in cui si è compiuta la sua vita, ci dicono che purtroppo si sbagliava. Zanardi 2 (1984-1988) di Andrea Pazienza, a cura di Giovanni Ferrara, Fandango Libri, 128 pagine, euro 20.
PERSISTENZE SUL CONFINE DELL'IMMAGINE
e, ciascuna, su una linea di confine, in pratica, rileva Bignardi, “prima che l’azione silenziosa, discreta ma corrosiva della persistenza, intesa quale processo che afferma e cristallizza, renda l’immagine icona. È un ulteriore omaggio ad un grande disegnatore qual è stato Andrea Pazienza, ad un artefice che ha sobillato e sobilla il nostro tempo, ad un artista che ha concesso alle sue immagini, alle sue figure, di muovere nell’infinito bianco del foglio, di sfuggire al tempo”.Biografilm Festival 2009 dedicherà un focus al grande Andrea Pazienza.
Biografilm propone una ricchissima giornata che dal lungo soggiorno bolognese, giunge fino all’ultimo ‘buen retiro’ nelle campagne di Montepulciano. Un’intera giornata di incontri, proiezioni rari documenti audio, inediti sketches radiofonici e altre memorabilia sonore che si chiude con la presentazione di “Pompeo”, spettacolo teatrale di Davide Grassetti tratto dall’opera più profonda di Pazienza, “Gli ultimi giorni di Pompeo”.
Alcune anticipazioni del ricco programma della quinta edizione di Biografilm Festival:
BACK TO WOODSTOCK – 40 anni di pace, amore e musica
Biografilm festeggia i 40 anni del festival più famoso della storia del rock con la più grande reunion del mitico concerto del ‘69. La Manifattura delle Arti si trasformerà nel Woodstock Village, una scenografia sorprendente accoglierà tante iniziative artistiche volte a ricreare la magica atmosfera di quei 3 giorni di pace, amore e musica: spettacoli teatrali e di arti performative, laboratori, installazioni, incontri, presentazioni di libri e feste.
Gli ospiti
•Artie Kornfeld, ideatore e organizzatore del festival di Woodstock
•Elliot Tiber, autore del libro Taking Woodstock dal quale è stato tratto il film omonimo del maestro Ang Lee, in concorso alla prossima edizione del Festival di Cannes, e personaggio chiave per la nascita del festival del ’69
•Stan Warnow, operatore e montatore del film Woodstock
•Barry Z Levine, fotografo del film Woodstock
•Amalie R. Rothschild, fotografa di rockstar, artista e regista
I Focus
•La straordinaria avventura dei fratelli Warner
•Galileo Galilei: gli occhi della mente
•Klaus Kinski: "Non sono la vostra superstar!"
•Groucho Marx. Non partecipo a un focus che abbia me come protagonista.
•Andrea Pazienza: “E ringraziate che ci sono io che sono una moltitudine”
Omaggio a Julien Temple
Direttamente dal Regno Unito il regista culto di Joe Strummer, Rolling Stones, David Bowie, Depeche Mode e Sex Pistols presenterà gran parte delle sue opere, tra cui l’anteprima di The liberty of norton folgate, sui padri dello ska, i Madness.
Film in concorso
Il meglio del cinema biografico mondiale in anteprima: 10 “biografilm” su arte, scienza, sport, rivoluzione, ecologia e politica.
Tra le grandi anteprime:
•Taking Woodstock, di Ang Lee (USA), presentato a Cannes 2009
•The Fall, di Tarsem Singh (India-UK-USA), prodotto da Davide Fincher e Spike Jonze
Eventi collaterali
•Groucho Party! Ho passato una serata veramente meravigliosa. Ma non era questa.
•Bio Balcan Night. Fanfara Burek in concerto @ Zò caffè.
•Pompeo, dal fumetto di Andrea Pazienza spettacolo teatrale di Davide Grassetti.
www.biografilm.it
La mostra-omaggio "Andrea Pazienza. Il graffio del Segno", a cura di Elena Antonacci, Teo De Palma e di Antonello Vigliaroli è stata inaugurata lo scorso 5 aprile presso il rinnovato MAT-Museo dell'Alto Tavoliere di San Severo. Fin dal giorno di apertura, la mostra ha riscosso un notevole successo di pubblico, proveniente da tutta la Puglia ma anche, complici le aperture straordinarie del MAT durante i week-end, da altre province e regioni. Grazie a questo considerevole riscontro di pubblico e turisti, l'Amministrazione Provinciale di Foggia, il Commissario Prefettizio di San Severo dr.ssa Daniela Aponte, il Dirigente del Settore Cultura del Comune dr. Augusto Ferrara e la Direzione del Museo hanno stabilito di prolungare la durata dell'esposizione fino a martedì 19 maggio, al fine di arricchire ulteriormente anche i giorni della Festa Patronale in onore della Madonna del Soccorso. Per l'occasione la mostra sarà arricchita da altre 22 opere originali, alcune delle quali inedite, gentilmente prestate da collezionisti privati, e da due interessanti riproduzioni. Per favorire il massimo afflusso di visitatori, l'orario pomeridiano di apertura della mostra è stato modificato in 17.00-20.00. Tutte le aperture straordinarie, serali e nei giorni festivi, verranno comunicate attraverso il sito internet del Comune di San Severo.
Fonte: www.teleradioerre.it